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Editoriali pubblicati

 

 

  I parcheggi sotterranei: pertinenziali e meccanizzati

 

Il traffico a Napoli va male. Va male perché le auto sono troppe rispetto alla superficie delle strade, perché i napoletani sono indisciplinati, perché i controlli sono praticamente inesistenti, ecc., ecc.

Va male anche perché il servizio di trasporto pubblico è pochissimo efficiente e quindi i napoletani preferiscono usare la loro auto piuttosto che usare i bus: così almeno negli ingorghi sono seduti!

Ma il trasporto pubblico va così male anche perché il traffico va male ed i bus passano la maggior parte del loro tempo fermi negli ingorghi o a viaggiare a passo d’uomo.

E’ come il cane che si morde la coda: il traffico è caotico perché ci sono troppe auto, ci sono troppe auto perché il servizio pubblico è inefficiente e il servizio pubblico è inefficiente perché il traffico è caotico.

 

L’unica soluzione, pertanto, è quella di facilitare il transito dei mezzi pubblici evitando che le auto in sosta occupino le strade o girino in tondo cercando un posto per parcheggiare.

Ma non con i soliti divieti. Non solo perché i divieti a Napoli sono praticamente inutili ma anche e soprattutto perché non è giusto impedire l’uso di un mezzo che i cittadini amano e per il quale già pagano tante tasse.

Il traffico va disciplinato ma non impedito.

Per ottenere quindi di liberare le strade dalle troppe auto senza ledere i diritti dei cittadini bisogna creare molti parcheggi dove le auto possano sostare fuori dalle strade.

E’ noto tuttavia che a Napoli è praticamente impossibile creare parcheggi “a raso” per assoluta mancanza di spazio.

Quindi parcheggi sotterranei. 

Il Comitato, infatti, non è contrario in linea di principio ai parcheggi sotterranei che si stanno costruendo o si costruiranno nel quartiere. Ma è contrario al tipo ed alle modalità con cui si stanno costruendo, perché in questo modo porteranno ben pochi vantaggi alla popolazione.

Anzitutto non si tratta di “parcheggi” ma di garage. Nel senso comune del termine il parcheggio è un luogo dove chiunque può mettere in sosta il proprio veicolo, gratuitamente o a pagamento. In questo caso invece si tratta di box di quasi-proprietà (concessione per 99 anni) il cui uso, quindi, è limitato al solo "proprietario". Il numero di macchine eliminato dalla strada, in tal modo, è estremamente limitato oltre che dal numero limitato di box, anche dal fatto che quando il proprietario tirerà fuori la sua auto, quello spazio resterà vuoto ed inutilizzato. Sarebbe stato molto meglio e di gran lunga più efficace se questi manufatti fossero stati destinati a parcheggio di rotazione, cioè veri parcheggi pubblici, magari consentendo il ricovero notturno ai residenti a particolari condizioni.

Ma, si obietta, i parcheggi di rotazione attirano auto e quindi traffico e pertanto sono da evitare.

Noi non crediamo che ciò sia vero. Anzitutto se così fosse, se cioè i problemi di traffico fossero dovuti alle auto che vengono al Vomero da fuori quartiere per motivi commerciali, nelle ore e nei giorni in cui i negozi sono chiusi non dovrebbero esserci problemi. Invece tutti vedono che il traffico c’è sempre, a tutte le ore ed in tutti i giorni, ed è ovvio che sia così perché il quartiere è ad alta densità abitativa, quindi molti abitanti in poco spazio ed ancor più molte auto in poche e strette strade.

Inoltre si è sempre detto che non bisogna creare ostacoli al commercio. Perché allora rendere difficile a possibili clienti l’accesso al quartiere? Non è più logico favorire l’afflusso e la circolazione anche ai residenti non limitando ma favorendo e regolamentando la sosta ma in spazi sotterranei e quindi liberando le strade dalle auto in sosta?

Altro motivo di perplessità è la deroga al concetto di “pertinenziale”: i box potranno essere venduti anche a persone residenti oltre i 500 metri previsti per i veri pertinenziali. Questa deroga fa nascere il sospetto che in tal modo si sia voluto allargare la platea dei possibili acquirenti e quindi creare le condizioni per un aumento di prezzi, a tutto vantaggio dei costruttori.

 

Infine il modo in cui questi garage sotterranei sono stati realizzati: nessuna informazione ai residenti che all’improvviso si sono visti le strade e le piazze bloccati da grossi cantieri, la circolazione radicalmente modificata talvolta in modo complesso. Come al solito i vigili sono stati presenti in qualche modo nei primissimi giorni e poi sono scomparsi. Il Comitato ritiene che sarebbe stato molto più semplice se qualche settimana prima dell’inizio lavori fossero stati affissi manifesti per spiegare ai residenti cosa si intendeva costruire e quale sarebbe stato il nuovo sistema di circolazione con mappe e disegni affissi nella zone interessate. Si sarebbero evitati malumori, dimostrazioni, disagi ed … ingorghi. Ci è stato detto che per tali manifesti “mancavano le risorse” ! Incredibile ! Vediamo talvolta centinaia di manifesti del Comune o della Municipalità affissi dovunque per pubblicizzare eventi o per dare informazioni che non interessano nessuno, o al massimo i pochi addetti a quei lavori, e non ci sono soldi per fare manifesti che interesserebbero l’intera cittadinanza? In questo modo si è data l’impressione che si volessero fare le cose di nascosto o di voler far trovare la popolazione dinanzi al fatto compiuto, il che non è vero perché di questi parcheggi si parla da anni.

 

Infine la sicurezza. Molti cittadini sono spaventati nel vedere scavi profondi fatti sotto casa e giustamente temono per la stabilità delle loro case in un territorio già a rischio di terremoti e dissesti idrogeologici naturali o provocati da incuria. In una riunione pubblica tenuta nella V Municipalità è stato spiegato che prima e durante i lavori vengono effettuate accurate indagini idrogeologiche per valutare se il terreno è in grado di sopportare gli scavi necessari e che comunque gli scavi stessi vengono effettuati con modalità ingegneristiche tali da garantire in modo assoluto la stabilità degli edifici circostanti.

Non si poteva spiegare anche questo punto con manifesti “prima” dell’inizio dei lavori? Non si potevano pubblicizzare i risultati delle indagini idrogeologiche? E queste indagini da chi vengono fatte e da chi vengono pagate ?

Il Comitato ritiene che queste indagini dovrebbero essere fatte a spese di chi costruisce ma a cura del Comune da tecnici scelti dal Comune. Solo in tal modo si garantisce la cittadinanza che i risultati sono oggettivamente validi.

 

Infine una considerazione di carattere generale. Questi cosiddetti parcheggi sono molto invasivi sul territorio. Basta vedere l’aspetto di Largo Celebrano. Tutto il Largo è occupato da rampe, scale, sistemi di aerazione ed altri servizi necessari per questo tipo di costruzione. Neanche un albero o una panchina.

Creare parcheggi sotterranei di questo tipo, infatti, non è facile: costano molto, ci vuole molto tempo per costruirli, occupano parecchio spazio a causa di rampe di accesso ed uscita, sistemi di sicurezza, manutenzione, ecc. e quindi potrebbero essere costruiti solo in pochi luoghi della città.

 

La soluzione che invece il Comitato propone potrebbe essere la creazione di numerosi parcheggi sotterranei ma completamente meccanizzati.

 

I parcheggi meccanizzati sono strutture metalliche nelle quali l’auto viene posta su una piattaforma che poi il sistema meccanizzato, controllato da computer, porta con l’auto sopra nel primo posto libero sulla incastellatura, riportando poi la piattaforma vuota all’ingresso, disponibile per un’altra auto.

Queste incastellature possono essere fuori terra e possono essere sotto terra. Possono essere della forma che meglio si adatta ai luoghi, per es. circolare, a pianta quadrata, a pianta rettangolare, a più piani, ecc.

 

Si tratta, quindi, soltanto di scavare sotto una strada o uno slargo, isolando lo scavo con palizzazioni in cemento armato, ed inserirvi le incastellature per le auto, ricoprire il tutto ripristinando lo stato dei luoghi antecedente con giardini, alberi o altro. In superficie sarebbe visibile solo la piattaforma per l’entrata/uscita delle auto (come le piattaforme per la pesa dei camion) che non solo è poco visibile ma potrebbe comunque essere facilmente mascherata con piante, alberi o altro.

Parcheggi di questo tipo occupano molto meno spazio dei normali parcheggi attuali perché non richiedono rampe di accesso ed uscita, non richiedono spazi di manovra all’interno e, dato che le persone non possono accedere, non richiedono altezze necessarie per il passaggio delle persone (ogni livello potrebbe ad es. avere una altezza massima di due metri o meno), non richiedono ascensori e/o scale, uscite di sicurezza, illuminazione, misure antincendio e di sicurezza particolarmente complesse, ecc. In uno stesso volume, quindi, possono essere sistemate molte più auto rispetto ad un “parcheggio” a rampe come quelli fino ad ora costruiti.

Sono molto, molto più semplici, molto meno costosi e molto facili e rapidi da costruire. Non richiedono personale perché sarebbero completamente automatici con pagamenti a mezzo carta elettronica e sono anche più sicuri perché gli utenti non dovrebbero scendere in locali isolati e non esposti alla vista (vedi recenti episodi di rapine e agguati in garage sotterranei nella città di Roma).

Inoltre, non costerebbero nulla al comune. Si potrebbe infatti stipulare una convenzione con la ditta costruttrice la quale potrebbe accollarsi totalmente i costi di costruzione avendo in cambio la gestione e gli introiti (il costo orario e/o notturno della sosta andrebbe ovviamente contrattato) per un certo numero di anni. Al termine della concessione il Comune si ritroverebbe proprietario di un bella fonte di introiti senza aver speso nulla e soprattutto avrebbe reso più facile la vita dei cittadini il che, non dimentichiamolo, dovrebbe essere il fine ultimo dell’esistenza stessa di una amministrazione pubblica.

E’ ovvio che prima degli scavi, come già detto, andrebbero effettuate a cura del Comune tutte le indagini idrogeologiche necessarie, ovviamente a spese del costruttore.

 

Secondo alcune fonti per costruire un parcheggio sotterraneo meccanizzato sarebbero sufficienti sei mesi. Sarebbe già bellissimo se a Napoli fosse sufficiente un anno. Sempre meno di molti anni come per piazza Nazionale (24 anni !). Con il vantaggio che all'esterno non si vedrebbe quasi niente, gli spazi lasciati liberi dalle auto consentirebbero una normale e veloce circolazione dei mezzi pubblici che favorirebbe una ulteriore riduzione del traffico privato, si potrebbero effettivamente creare piccole aree verdi o zone pedonali utili e l’inquinamento dell’aria sarebbe drasticamente ridotto.

Le attuali zone pedonali, infatti, finiscono con l’essere dannose poiché riducono soltanto i già minuscoli spazi per la sosta e spostano le auto in sosta nelle aree adiacenti che quindi diventano ancor più congestionate ed impraticabili.

 

Infine, non dimentichiamoci che il Comune dovrebbe essere al servizio dei cittadini e non viceversa. Se ciò fosse vero, non si dovrebbe solo pensare a divieti o limitazioni ma piuttosto a cercare di aiutare i cittadini in ciò di cui hanno necessità o desiderio. E non c’è dubbio che, giusto o sbagliato che sia, i cittadini vogliono la macchina, tutti ne possiedono una e vorrebbero anche usarla. Pertanto da qualche parte questa auto devono pur avere la possibilità di parcheggiarla. Le zone pedonali estese in modo abnorme, per lo più al solo scopo di impedire la sosta delle auto, hanno il solo risultato di creare disagio ai residenti e, come già detto, accrescere il disagio nelle zone adiacenti. Paghiamo tutti tantissimi soldi tra tasse varie, benzina, assicurazioni, pedaggi. Questa comodità o necessità ce la paghiamo già abbondantemente. Che almeno ci sia consentito di lasciarla ferma nelle vicinanze di casa !

 

I parcheggi meccanizzati potrebbero essere organizzati anche in modo da fungere da garage notturni e quindi consentire una maggior disponibilità di posti in garage tradizionali e ridurre i costi.

Poiché non impegnano spazio in superficie e sono facili da costruire, i parcheggi meccanizzati possono essere collocati in ogni luogo, volendo anche nei cortili condominiali.

Guardando alla sola zona del Vomero Arenella, ed a solo titolo di esempio, sarebbe facile costruire parcheggi sotto p.zza degli Artisti, sotto i due slarghi presenti in via Edgardo Cortese, in p.zza Immacolata, in p.zza Leonardo, dinanzi al Cardarelli, sotto i giardini del Santobono, in p.zza Canneto, nello slargo tra via Verrotti e via Caiazzo, sotto Largo Ruoppolo, e in chissà quanti altri luoghi. Si toglierebbero dalle strade centinaia di macchine. Oltretutto questi parcheggi meccanizzati, come già detto, possono avere la forma e le dimensioni che si vuole. Possono essere circolari, quadrati, rettangolari, possono essere a due, tre, quattro livelli. Insomma ci sembrano la soluzione ideale per una città con spazi limitati come Napoli.

Il Comitato ha reperito su internet numerose informazioni su questo tipo di parcheggi. Facendo una ricerca con le parole “parcheggio meccanizzato” o simili, si trovano decine di aziende che producono e installano questi sistemi. Chissà quante ce ne sono in Italia e all’estero! Basterebbe contattarle per avere una panoramica concreta ed aggiornata di costi, tempi, possibilità, ecc.

 

Naturalmente il Comitato ha presentato questa sua proposta alle Autorità Comunali ed anche alla stampa, ma non abbiamo avuto alcun tipo di riscontro. Ci sarebbe piaciuto che qualcuno ci avesse detto “non è una soluzione praticabile per questi e per questi motivi” ma invece semplicemente non ne hanno tenuto conto. Forse non l’hanno neppure letta.

Saremmo lieti se qualche nostro lettore ci inviasse la sua opinione specialmente se contraria, purché, ovviamente, motivata.

 

 

 

 

17/10/2015

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